Anche ieri sera serata in famiglia con il corrispettivo americano del cinepanettone: la cinesparatoria di Natale, due ore infernali di the rock, un altro attore che mi dicono conosciuto e pure una bella ragazza che mi dicono anche in questo caso essere abbastanza conosciuta.

Come raramente ormai accade la copertina del film erano tre persone iperpalestrate e iperifatte in pessimi vestiti (del gusto estetico dell’americano medio discuteremo però in un altro post).

Ma il titolo era chiaro e non si trattava di una commedia sentimentale o comica, ma del classico film d’azione; e come ogni film d’azione americano che rispetti, e stiamo parlando del genere di gran lunga più rappresentato ad Hollywood, già alla prima scena esce una quantità d’armi da far sfigurare un plotone del San Marco; la cosa mi è sembrata strana e alquanto ridicola perché tutte queste armi sono spuntate in pieno centro di Roma, dove in effetti era girata la prima scena; ho riflettuto a quanto ormai avevo l’abitudine di pensare che l’America fosse un territorio ormai simile all’Italia, ma la notizia del giorno, cioè l’assoluzione del minorenne armato come Rambo che ha sparato su una folla di manifestanti, unita all’assurdità di vedere rappresentata Roma come un il più pericoloso quartiere di Kabul per numero di armi e per grilletto facile delle forze dell’ordine mi hanno fatto concludere che la narrazione è fortemente distorta: il resto del mondo, comprese favelas brasiliane e sobborghi di Lagos non sono gli stati uniti.

Sì, esistono armi più o meno ovunque, sia in mano alle forze dell’ordine che in mano ai cittadini, ma onestamente quante volte avete visto qualcuno sparare in vita vostra, specialmente nel pieno centro di una città gremita?

Ma chiediamoci da dove possa partire questo culto della rappresentazione dell’arma e dell’ossessione con la quale questa rappresentazione ci viene propinata in qualsiasi forma di intrattenimento di matrice usa.

Si comincia ovviamente pochissimo tempo fa, poco più di 200 anni fa, un’infinità di tempo per il popolo americano, ma un istante per noi italiani abituatati a date ben più lontane quando si parla di storia. Al fine di liberarsi dal giogo coloniale inglese e anche al fine di portare in atto una certa utopia libertaria, il popolo americano insorse contro il regno britannico e scoppiò quindi la guerra di indipendenza americana. Il vero problema di questa guerra è che da una parte c’era un esercito ben organizzato, armato e non affamato, dall’altra parte il tutto era gestito in maniera quasi autonoma con i pochi mezzi a disposizione. Era ovvio che bisognava armare il singolo cittadino per venirne a capo e non si sarebbe potuto contare per ancora tanti anni su un vero esercito americano da poter schierare contro una potenza europeea

Si passò quindi da una situazione in cui nonostante ci fossero ancora territori pericolosi abitati da animali ancora più pericolosi, come orsi, nativi americani e serpenti a sonagli, ma in cui comunque il porto d’armi era regolarizzato a una situazione che incitava il privato a armarsi e difendersi

Si pensi solamente che a fine 800 nella ben nota cittadina di Tombstone, la regolamentazione di armi era molto più stringente che la legislazione corrente e sebbene fosse ammesso che ogni singolo cittadino fosse armato quando usciva dal centro cittadino (anche perché sennò non sarebbe sopravvissuto neanche un paio di giorni9, in città la situazione era ben diversa; ai residenti era permesso avere un’arma in casa ma non di poter uscire con la stessa; ai non residenti era chiesto di lasciare le armi allo sceriffo ogni volta che vi si recavano.

Credo che la narrazione Hollywoodiana sia stata fondamentale in questa trasformazione: nel secondo dopoguerra la vendita di armi era a un punto morto: i ricordi dei massacri, una nuova sicurezza di pace interna aveva tagliato le gambe alla vendita di armi per la cosiddetta difesa personale: ci si rivolse quindi all’essere più mitologico che in quel tempo vagava tra le lande nord americane. Ci si rivolse a Charlton Heston, colui che era stato Mosè, Ben Hur , El Cid e qualsiasi cosa potesse richiamare una figura mitologica che gli americani non avevano mai avuto. Gli usa vivono da sempre con questo sentimento di carenza di una loro mitologia e il loro star system non è altro che la creazione di un panteon di divinità che possa prenderne le veci.

(Effettivamente avrebbero anche una mitologia alla quale ispirarsi, cioè la corsa verso l’est, ma in effetti rifarsi alla peggiore strage su base razziale della storia credo che non vada troppo a braccetto con la sensibilità odierna).

L’arma diventò quindi la nuova parabola, il nuovo simbolo divino, spesso inscindibile con la divinità che lo possedeva: cosa sarebbe Rambo senza il suo M16 o l’ispettore Callaghan senza la sua Magnum.

Si è arrivati al punto che il civile americano è più armato di un regolare dell’esercito, con persone anche non texane che hanno in casa il corrispettivo di armi che possiede l’esercito albanese al completo.

E spesso sparano di più e anche meglio di un marines. Per cui si sta assistendo a dei seri problemi nell’esercito dove per trovare uno che sembri anche fisicamente un soldato bisogna andare a cercare sempre e solo nei ghetti; un’esercito che comunque aveva dimostrato di essere uno dei più grossi perdenti della storia, che da che esiste riesce a vincere solo se aiutato da uno stato che sa veramente fare la guerra o sennò si prende gli schiaffi anche da 4 portuali somali armati di kala più vecchi del loro nonno e tank firmati toyota.

E dalle pistole è poi un attimo arrivare al pistola, il giovane pingue bianco cazzone che ubriacato dalla mitologia scende in strada durante a una manifestazione, rischia di farsi linciare ma con coraggio risponde al lancio di un oggetto con il suo fucile di assalto lasciando sulla strada dei morti.

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