Sono stato invitato a una serata nel più elegante hotel locale dalla Telco della quale sono tristemente e incazzatamente cliente da oltre 20 anni.

Ed è stata la prima volta in 20 anni che qualcuno di questa società mi ha invitato a un evento che prevedeva addirittura rinfresco, musica e cotillons.

Ovviamente curiosissimo ho tirato fuori il vestito da sera che da anni giaceva nell’armadio e armatomi di cravatta sono andato a vedere cosa uno società monopolista nel settore doveva comunicarci con urgenza.

Arrivo e trovo quasi esclusivamente invitati istituzionali, sindaci, poliziotti e militari graduati, direttori di ospedali o ong locali, tutta gente che a casa non ha mai avuto neanche un modem adsl; più qualche straniero che come me aveva necessità della fibra per poter lavorare.

Noto che la Telco schiera tutta la grande dirigenza: AD, direttore commerciale francese, direttore finanziario, delegati di regione e quant’altro; mancava solo il proprietario che ormai vive in pianta stabile a Parigi e che comunque pesando un miliardino almeno difficilmente si sposta in campagna.

Mentre cerco di approfittare delle bibite e del non lauto banchetto chiacchierando con amici e dipendenti della Telco locale mi si avvicina l’AD che mi riconosce e vuole scambiare qualche considerazione.

E lì mi escono anni di soprusi subiti, di servizi scadenti imposti e di sordità totale nei confronti dei clienti. Parto forte

-Allora com’è che una società monopolista ha necessità di una serata marketing in campagna? Quale serio problema avete?

La risposta ovviamente gira tutto intorno al problema senza centrarlo

-Vogliamo rinforzare la fidelizzazione dei clienti più importanti, vogliamo presentare nuove proposte di mobile banking, blablabla

A quel punto mi esce la parola magica:

-Ma starlink?

L’AD a quel punto delira:

-Non è una cosa che ci riguarda, sono troppo cari, poi non funzionano e poi ci vorranno anni perché sviluppino l’infrastruttura, blablabla e comunque qui decidiamo noi

La campanella lo salva e viene chiamato a parlare sul palco iniziando citandomi e ringraziandomi come fedele cliente da più di 20 anni 🙁

Poi sparisce e evita per tutta la serata di tornare a portata di un brindisi con me.

Torno a casa contento sapendo che la loro ora è venuta e non possono fare a meno di spremere gli ultimi clienti il più possibile per poi continuare a spremere la povera gente tramite i soliti artifizi di homebanking in un regime di oligopolio che fa cartello.

Vero è che questa Telco è riuscita in pochi anni a passare da una situazione in cui si comunicava tra città con ponti radio e internet era una cosa strana a cui dovevi affidarti per poter scaricare mail ( mi ricordo ancora la mia prima email scaricata, più di 10 minuti evitando gli allegati) a una situazione di connessione di livello quasi europeo, il che ha permesso lo sviluppo di un mondo legato alle IT in un paese in cui ancora il 90% della popolazione vive di agricoltura e più di metà della popolazione non ha accesso a luce e acqua corrente.

Ma l’infrastruttura l’abbiamo pagata cara e ancora la stiamo pagando. Talmente cara che il proprietario, un indiano figlio di una famiglia che produceva piccoli prodotti di consumo come secchi e carta igienica e fatturava a meta anni 90 che 30 mila euro all’anno, si è trovato in poco tempo nella situazione di diventare miliardario in euro e di comprare Telco importanti in Africa e Francia.

è anche vero che ha permesso a una popolazione non ancora uscita dal medioevo di aver accesso al superpotere della telecomunicazione e in un paese in cui spostarsi di pochi km richiede anche giorni, ha cambiato un po’ il modo di vivere in maniera radicale.

Ma il prezzo imposto alla popolazione, una popolazione che ha difficoltà a raggiungere un eruo al giorno di stipendio quando ha la fortuna di lavorare presso una società illuminata che lo ha messo a libri, è stato enorme; si è passati da un paniere che comprendeva solo cibo e qualche vestito a un paniere dove spesso anche più del 20% degli introiti della famiglia finivano in telefonia.

Su internet è stato anche peggio.

Cominciai nel 2001 con una chiavetta 2G: in pratica con due o tre euro riuscivo a scaricarmi la posta e basta.

Iniziò a cambiare vrso il 2008 con l introduzione dell ADSL, costosissima rispetto ai prezzi europei e che si appoggiava su una rete filiare telefonica che faceva acqua da tutte le parti, e faceva acqua in senso letterario con le centraline che a ogni temporale veniva invase dalla pioggia con tutte le conseguenze del caso. E lavorare per uno che aveva deciso di sviluppare siti su joomla era un disastro: caricare un sito joomla in ftp prendeva un paio di notti visto che di giorno era pure inutile provarci.

Finalmente verso il 2015 arrivò il backbone, 1500 km di fibra che partiva da una dorsale oceanica e risaliva fino in capitale di cui ricordo i mesi in cui lavoravano per stenderla: 1000 persone in fila con una pala a bordo strada che avevano il compito di scavare un canale da circa mezzo metro di profondità con un carretto trascinato da buoi con la fibra da stendere e tre gruppetti di donne sempre intente a cuocere riso. Il tutto attraversando regioni in cui la fonte elettrica più vicina distava centinaia di kilometri.

Effettivamente le cose iniziarono ad andare bene e il boost a una nuova economia di IT si fece sentire soprattutto in capitale dove i centri di chiamate soprattutto verso la Francia fiorirono e diedero vita a una middle class che da lì a iniziato a passarsela bene come se la può passare bene un ingegnere che prende 500 euro al mese in un paese dove la media degli stipendi non arriva a 50.

Ma cosa succederà adesso che il salto tecnologico dato da starlink non potrà essere dispiegato da una società come la telco locale? Che la Telco morirà o cambierà completamente campo d’attività dedicandosi solo a certi servizi per la piccola popolazione che ancora per 10 anni andrà avanti credendo che internet sia solo facebook e youtube.

Ma chiunque usi internet per lavoro farà il salto immediatamente al concorrente (almeno una volta finito il contratto capestro di almeno due anni che deve essere annullato solo tramite raccomandata che deve per forza arrivare almeno 6 mesi prima della scadenza del contratto stesso).

E soprattutto non saremo più obbligati a vivere in pieno centro città a meno di non poter avere solo un 3G o meno e potremo decidere di uscire verso la campagna.

E mi chiedo a questo punto cosa farà la diplomazia francese che ha sempre usufruito della infrastruttura locale per poter ascoltare persone e leggere cose.

Che forse a questo punto anche i francesi tireranno i remi in barca e torneranno al loro amato esagono?

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